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9 ottobre 2013 07.10
Un'equipe dell’Università di Siena è salpata dal porto di La Spezia a bordo della Nave idro-oceanografica Ammiraglio Magnaghi per condurre un monitoraggio accurato delle materie plastiche in mare ed in particolare nelle acque del Santuario Pelagos, o Santuario per i mammiferi marini, un’Area Marina Protetta (AMP) compresa nel territorio francese, monegasco e italiano e classificata come Area Specialmente Protetta di Interesse Mediterraneo.

L’attività si colloca nell’ambito della Campagna Idro-Oceanografica 2013 che vede l’equipaggio di Nave Magnaghi, al Comando del Capitano di Fregata Santo Vella, impegnato nel progetto Plastic Buster per la raccolta di dati utili a stabilire il livello di inquinamento dei mari da presenza di macroplastiche e microplastiche. Lo scopo dei biologi imbarcati sulle Unità della Squadra Navale – Nave Vespucci, Nave Magnaghi e Nave Galatea – è quello di realizzare una mappa delle macroplastiche e micro plastiche, sfruttando il livello di contaminazione dei campioni di plancton raccolti – in superficie e in profondità – nelle diverse aree della AMP oltreché stabilire i profili chimico-fisici della colonna d’acqua misurati con una sonda multiparametrica in dotazione all’Unità.

Al compito istituzionale della Marina Militare di avvistamento e mappatura dei cetacei si affianca l’interesse dell’Università di Siena e del progetto “Plastic Busters” il cui obiettivo è anche quello di analizzare piccoli campioni di cute dei cetacei per constatare il livello di contaminazione da macroplastiche dei mammiferi marini. Tale attività di monitoraggio di materiale plastico assume, quindi, una importanza vitale in un area marina protetta come il ”Santuario Pelagos”.

La Marina Militare, grazie alla naturale connotazione dual use delle proprie navi, è da sempre attenta alla tutela dell’ambiente marino ed in particolare alle problematiche connesse alla presenza di addensamenti di plastiche nel mare, fenomeno che inizia a diventare una vera emergenza anche per il Mediterraneo. Il progetto “Plastic Busters” è condotto sotto l’egida delle Nazioni Unite e pone in essere azioni concrete necessarie a stabilire con certezza la presenza di plastica in mare, e a pianificare, fin da subito, a livello internazionale, azioni di mitigazione e riduzione del fenomeno.

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